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IMAM Ro 37, Campini Caproni, Reggiane 2001 di Enrico Calanchini
Enrico Calanchini (CMPR), da Roma mi invia questi bei modelli, tutti in scala 1:72. |
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Progettato da Giovanni Galasso, era un sesquiplano di concezione tradizionale, con rivestimento in alluminio e tela. Concepito per la ricognizione e l'appoggio ravvicinato prevedeva un coppia di mitragliatrici anteriori più una terza brandeggiabile nell'abitacolo dell'osservatore, che godeva di un'ampia visuale anche grazie alle vetrature in fusoliera. Il Ro.37 disponeva di attacchi subalari e in fusoliera per un carico di bombe di circa 150 kg. Molto curata era la parte aerodinamica, che vedeva il motore a V, un Fiat A.30 RA bis 12 cilindri (lo stesso dei caccia Fiat C.R.32), accuratamente profilato. Il motore azionava un'elica bipala in legno. Complessivamente il Ro.37 possedeva una notevole autonomia ed una discreta velocità orizzontale e di salita, che permettevano evoluzioni acrobatiche. Come molti altri aerei italiani del periodo venne testato durante la Guerra civile spagnola, principalmente nel ruolo di ricognitore e per missioni di appoggio ravvicinato. All'entrata in guerra dell'Italia i Ro.37 e 30.37bis costituivano la spina dorsale dei reparti di osservazione, oltre ai 283[1] velivoli in Italia, diversi velivoli erano assegnati ai reparti nelle colonie. Balcani ed Africa settentrionale i teatri che videro l'impiego del biplano. Rimosso via via dal servizio di prima linea, tutti i Ro.37 e Ro.37bis erano già stati radiati prima dell'armistizio (Fonte Wikipedia).
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Note di realizzazione: Modello termoformato in sc. 1/72 AirmodelModello termoformato in sc. 1/72 Airmodel
Il Campini-Caproni C.C.2 fu uno dei primi aerei a getto del mondo. Fu costruito dall'ingegnere Secondo Campini e dalla Societa' Aeroplani Caproni, e poteva raggiungere una velocità massima di 375 km/h a 3.000 metri di quota con bruciatori e di 329 senza bruciatori. Era lungo 13,12 metri con un'apertura alare di 15,86 metri. Il 27 agosto 1940 il primo prototipo fu mandato in volo per 10 minuti: a pilotarlo vi era Mario De Bernardi. Il 16 settembre dello stesso anno fu provato in volo per altri 5 minuti; il secondo prototipo fu provato l'11 aprile 1941. Il primo volo ufficiale risale al 30 novembre 1941 quando Mario De Bernardi e l'ing. Giovanni Pedace volarono dall'aeroporto Milano Linate a quello di Guidonia a Roma, percorrendo 475 km alla velocità media di 217 km/h. Il tutto rappresentò un grande successo per la nazione italiana che ricevette i complimenti di 33 stati: i voli del Campini Caproni CC2 furono omologati dalla Federazione Aeronautica Internazionale come i primi al mondo per un aereo a reazione: ancora non si era a conoscenza dei tentativi segreti di Hans von Ohain e del gruppo Heinkel che circa un anno prima avevano fatto volare l'Heinkel He-178 (fonte Wikipedia).
Note di realizzazione: Il "motoreattore" Campini Caproni CC1 é qui rappresentato dal modello in scala 1/72 della Delta 2 che ha richiesto pesanti modifiche sia alle ali che alla fusoliera e molte altre. Filmato del Campini Caproni
Il Reggiane Re.2002 Ariete era un caccia italiano sviluppato durante la seconda guerra mondiale. Rappresentava una evoluzione del precedente progetto Reggiane, il Re.2000, con alcune delle modifiche già introdotte con il Re.2001. Venne impiegato dalla Regia Aeronautica come cacciabombardiere, rivelandosi probabilmente il miglior velivolo della Regia in questo ruolo, nonostante le difficoltà nella messa a punto. Trovò anche un limitato impiego con la Luftwaffe che lo utilizzò in operazioni contro la resistenza francese. Tra tutti i caccia Reggiane fu quello prodotto nel maggior numero di esemplari (oltre 250), se non si considerano i Re.2000 prodotti in Ungheria (fonte wikipedia). .
Note di realizzazione: Il modello in scala 1/72 è realizzato con l'utilizzo della fusoliera in resina della RCR ,mentre, la velatura, (che è stata tutta reincisa ) il motore l'elica e l'ogiva appartengono al kit Supermodel ,il carrello è modificato e le ruote sostituite, la bomba ventrale è autocostruita, la cappottina termoformata,per finire le decals Tauromodel identificano il soggetto. |
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Complimenti a Enrico Calanchini per i sui bei modelli. Ora attendiamo le foto e le note di realizzazione dei vostri piccoli capolavori. |
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