Speciale

 


Una vita da pilota

La storia del Sottufficiale Pilota Mario Fumagalli

Materiale spedito da Andrea Fabianelli

Parte seconda


All'epoca vola con Breda 25, Fiat CR20 e CR Asso. Successivamente viene trasferito ad Aviano dove consegue l'ambita specializzazione nella caccia. La prima assegnazione è a Mirafiori, II° Stormo Caccia. Subito comincia la sua lunga carriera operativa: viene inviato a combattere in Africa Orientale Italiana.
Nel Febbraio del '35 il sergente Fumagalli inizia il suo servizio come volontario in AOI con la 107a Squadriglia su CR20. Tuttavia la specialità della caccia in quel teatro operativo non è di alcun aiuto e quindi Mario si ritrova alla 1a Squadriglia Aviazione della Somalia. Inoltre i nostri Fiat CR 20 non possono essere utilizzati in quanto il loro raffreddamento ad acqua non è sufficiente a smaltire il calore dei motori che quindi vanno continuamente in surriscaldamento. Per le missioni di ricognizione armata e spezzonamento viene utilizzato il Ro 1, che con il suo raffreddamento ad aria da maggiore garanzia di affidabilità. Affidabilità che però non aiuta il nostro pilota quando durante una missione viene colpito ed è costretto ad un atterraggio di fortuna in zona controllata dal nemico.

 

Abilitazioni ai vari tipi (Ro. 37) - Archivio Fumagalli

 

Nascondendosi alle ricerche di pattuglie nemiche e bevendo acqua stagnante riesce ad attendere l'arrivo dei soccorsi meritandosi così la prima pagina della Domenica del Corriere del 5 novembre 1935. Tale fortunata sorte non arriderà al suo compagno di squadriglia S.Ten. pil. Minniti , che verrà decapitato assieme al suo navigatore Serg.fot Zannoni dopo un atterraggio di emergenza.
Per le sue azioni il Fumagalli otterrà anche la sua prima onorificenza, la prima medaglia di bronzo al valor militare.
Successivamente viene trasferito alla 108a Squadriglia su Ro 37 comandata dal Cap. Montanari, dove effettuerà molti voli di ricognizione strategica e mitragliamento,tutti documentati nel suo ben dettagliato libretto di volo. Rimarrà in questa squadriglia sino alla fine delle ostilità.
Ma in quei anni frenetici le cose sembravano andare sempre più velocemente verso il baratro di quello che è stata , speriamo, fino ad oggi il conflitto più devastante della storia dell' umanità.
Infatti nel giugno del 1936, causa una rivolta di un gruppo di legionari di stanza a Melilla, si instaura una guerra civile in Spagna che durerà quasi tre anni e che vedrà alla fine la vittoria delle forze rivoluzionarie comandate dal generale Francisco Franco, appoggiate proprio da Germania e Italia.

Nell'agosto del 1938 Mario Fumagalli, in servizio presso il 52° stormo a Ghedi, viene comandato di trasferirsi in Spagna.
Imbarcato a Genova arriva dopo alcuni giorni a Siviglia. Qui entra nel Gruppo Gamba di Ferro "capitano Botto" comandato dal Cap. Baylon, dove vola con il caccia di punta della nostra aviazione in quel periodo, il Fiat CR32. E' certamente un caccia destinato ad essere surclassato nel giro di pochissimi anni ma che dà all'aeronautica nazionalista una buona superiorita'.

 

Certificato di benemeranza, timbrato presso la 101^ Squadriglia - Archivio Fumagalli

 

Qui il Mllo Fumagalli, con il grado di "alferez", cioè l'equivalente di sottotenente, compie alcune azioni su allarme e alcune intercettazioni senza contatto balistico, che comunque lo mettono in luce come ottimo pilota e lo segnaleranno come elemento indicato per formare nuovi piloti. Verso la fine della guerra civile spagnola viene successivamente trasferito alle Baleari presso la IIa Squadriglia del 10° gruppo Caccia Terrestre comandata dal Cap. Zucconi e successivamente dal Cap. Montanari. Mario ancora ricorda benissimo il piccolo aeroporto San Bonnet dove era dislocata la sua squadriglia: una sottile striscia di terra tra gli ulivi. Ma le cose oramai volgevano al termine e a favore delle nostre forze e il Mllo Fumagalli rientra con un Savoia Marchetti 79 in aprile a Ciampino con il confermato grado di maresciallo. Prima viene aggregato al 52° Stormo, 358a Squadriglia C.T. e successivamente trasferito al neo-formato 51° Stormo. Verrà quindi assegnato all'aeroporto di Castiglion del Lago (PG) dove inizierà la sua lunga carriera di istruttore.

. E' certamente il periodo che Mario ricorda con più piacere: parlando passano davanti ad i suoi occhi i volti dei suoi allievi, amici, superiori con una lucidità che li fanno sembrare ancora li', con la cloche in mano. Tra tutti Mario ricorda un suo allievo, il S.Ten. Federico Vallauri, con il quale aveva instaurato un rapporto di profonda amicizia e del quale Mario espone orgogliosamente una foto nel soggiorno di casa. Solo un ombra di tristezza compare quando guarda questa foto: il ricordo della fine dell'amico, come quella di tanti nostri piloti caduti in terra d'Africa. Negli anni passati a Castiglion del Lago il nostro istruttore ha la possibilità di volare con tutto il parco aerei da caccia a disposizione della Regia e dei quali Mario ricorda tutte le caratteristiche: il CR 32 e 42 erano buoni aerei, stabili e che difficilmente entravano in autorotazione; il G 50 che cadeva d'ala a sinistra in atterraggio se non si appoggiava bene l'aereo sul carrello. Il Macchi 200 era il caccia in dotazione anche ai reparti operativi e Mario lo ricorda come un buon aereo ma più difficile ed impegnativo.

MAcchi Mc.200,foto a colori - Archivio GAVS

 

Ed è proprio con il MC 200 che Mario ha vissuto una delle avventure più particolari di quel periodo. In licenza Mario Fumagalli va a Torino a fare visita al suo ex comandante Magg. Serini, ora comandante del Gruppo di stanza a Mirafiori, e ai suoi ex allievi che qui prestavano servizio. Questi suoi amici avevano come compito la difesa da i bombardieri che attaccavano la zona di Torino ed erano quindi sempre pronti per le partenza su allarme. Mentre il gruppo di amici sta passando serenamente il tempo a ricordare i periodi della scuola passati a Castiglion del Lago suona l'allarme: attacco aereo proveniente da sud, probabilmente Liguria. Nelle fasi concitate del momento il Maggiore chiede a Mario se vuole essere della partita: nessuna esitazione, certo che sì, e via , Mario prende il Macchi MC 200 assegnato al S.Ten Capacchione. Con addosso l'abito civile (l'abito del suo matrimonio !)
prende posto nello stretto abitacolo del caccia, indossando il caschetto di pelle con annesso auricolare non funzionante, e via, decollo a caccia dei bombardieri nemici. Di questa inusuale missione Mario ricorda soprattutto di aver notato quanto differenti fossero le caratteristiche di volo degli aerei della scuola rispetto a quelli dei reparti operativi. Il Macchi era più lento, meno reattivo e maneggevole per la presenza di molti chilogrammi di armamento e blindatura e queste erano difficoltà aggiuntive che trovavano i nostri piloti appena uscivano dalle scuole ed arrivavano ai reparti operativi. La missione si risolse senza contatto con il nemico.

<Continua....>

 

Parte terza dello speciale

 



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