Si
vede un aeroplano, o meglio quello che ne rimane, austriaco.
Personaggi sconosciuti parlano, si vede bene una matricola,
129.17.
Scopro
che l'aereo abbattuto e' un Hansa Brandeburg C.1, segue profilo:
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Hansa Brandeburg
C.1
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L'aeroplano in questione e' usato in quel priodo
per la ricognizione, ha due persone di equipaggio, il pilota
ed il mitragliere. Motore Daimler da 6 cilindri in linea,
potenza 160 CV, peso a vuoto 1310 Kg, velocita' massima 140
Km/h. Se ne puo' vedere uno in volo nella foto che segue:
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Hansa Brandeburg
C.1 - Archivio GAVS
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Vado allora a consultare l'ottimo "Gli
Assi dell'aviazione italiana nella grande guerra", ed.
Aeronautica Militare-Ufficio Storico di Gentilli, Iozzi, Varriale.
Scopro che Baracca in quell'occasione era ai
comandi di un Nieuport 17, caccia che utilizzo' nel periodo
ottobre 1916- aprile 1917, che fu il primo aereo attualmente
certo a mostrare la celebre insegna personale del cavallino
rampante:
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Nieuport 17 - Francesco
Baracca
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Citando il testo sopra riportato: "...
fu un altro combattimento drammatico, contro un equipaggio
austriaco molto abile e deciso, che seppe battersi a lungo
con Baracca, Olivari che dovette ritirarsi per un inceppamento,
e Gorini. Anche se Baracca non lo riferisce, un altro pilota
prese parte a questo combattimento, Il sergente Imolesi della
79.ma squadriglia, il cui ruolo e' riconosciuto nel diario
della 91.ma".
In effetti Imolesi parla nel suo rapporto di
un lungo inseguimento partito da quota 4300 metri insieme
ad altri due Nieuport, dal quale, dopo avere ripetutamente
fatto fuoco sul ricognitore austriaco fu costretto a desistere,
per evitare collisioni con gli altri aerei inseguitori. Per
questo episodio Imolesi ricevette la medagli di bronzo al
valore militare.
L'inseguimento, proseguito da Baracca e Gorini,
indicato sulla localita' di Asiago, si concluse sotto quota
2000 metri con l'abbattimento del velivolo austriaco. Risultarono
deceduti lo Zgsf. Josef Majsai ed il Leut. Emmerich Treer,
della Flik 35, appunto su Brandemburg 129.17. Uno dei cadaveri
si vede nella foto sotto, pietosamente coperto.
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Localita' Gradisca,
26 aprile 1917 - Archivio Zapparoli
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La foto sotto riporta la dicitura Baracca Gorini,
sul luogo dell'abbattimento, anche se io nutro qualche dubbio
sull'identità dei personaggi.
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Localita' Gradisca,
26 aprile 1917 - Archivio Zapparoli
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L'asso italiano con il
maggiore numero di vittorie confermate del primo conflitto
mondiale seguira' la stessa sorte dei suoi sfortunati colleghi
austriaci poco piu' di un anno dopo. Morira' infatti il 19
giugno del 1918 in una missione di mitragliamento sul Montello,
in circostanze tutt'ora oggetto di controversia.
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Francesco Baracca
1888-1918
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Grazie ad Alberto Zapparoli per il materiale
inviatoci, attualmente esposto in originale al Museo Baracca
di Lugo.