"Musèe Royal de l'Armée" - Brussels

Articolo e fotografie di Filiberto Fabbri


"Musèe Royal de l'Armée" Bruxelles

Da buon milanese (anche se d'importazione) assieme alla mia famiglia ed un gruppo di amici ho programmato, per il ponte di Sant'Ambrogio-Immacolata dello scorso anno, un week-end lungo all'estero. La meta del viaggio è caduta, dopo aver valutato varie alternative, su Brussel o Bruxelles a seconda che si usi il nome fiammingo o vallone della città: era ciò che volevo, potevo così visitare il "Musèe Royal de l'Armée".
Una volta arrivati, davanti ad un bicchiere di birra locale e dopo aver fatto sfogare amici e parenti in shopping vari, visite a musei, chiese e piazze, lanciai una proposta: "Domani, dopo la visita al Parlamento Europeo, andiamo a visitare il museo degli aerei?". Un po' per la stanchezza ed un po' per premiare la mia accondiscendenza nessuno obiettò e la proposta fu accettata.

Il "Musée Royal de l'Armée et d'Histoire Militaire" è situato (in posizione abbastanza centrale della città e facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici tram o metropolitana) nella Grand Hall de l'Exposition du Cinquantenaire, all'interno dell'omonimo parco, edificata dal 1880 al 1910 per festeggiare i 50 anni di indipendenza del Belgio dall'Olanda
Il museo, ad ingresso gratuito, è articolato in 4 sezioni. La più imponente è quella dell'Armée dove viene ripercorsa la storia dell'esercito belga dal medio-evo ai giorni nostri; c'è poi una sezione dedicata ai mezzi corazzati in cui, partendo dai primi tanks usati dagli inglesi sul fronte belga durante la prima guerra mondiale, si arriva a varie versioni del Leopard 1 ed una piccola sezione navale ed infine il motivo principale della mia visita: la sezione aeronautica.

La sezione "Air et espace" del museo è stata inaugurata nel 1972 ed è ubicata interamente in una grande sala (170 m. di lunghezza, 70 m. di larghezza ed 40 m. di altezza) in stile liberty in cui sono esposti circa una novantina degli oltre 130 aerei che compongono la collezione del museo. Gli aerei del periodo pionieristico e della prima guerra mondiale sono esposti su una balconata che circonda completamente la sala assieme ad aerei ed elicotteri della componente volo dell'esercito, ad aerei da turismo e leggeri (sia militari che civili) dal periodo tra le due guerre mondiali fino agli anni 60-70; al piano terra sono esposti gli aerei dalla seconda guerra mondiale ai giorni nostri.

Musee de l'armee, Bruxelles, ovvero come sfruttare gli spazi al meglio - Fonte Fabbri

 

La parte della raccolta che va dal periodo pionieristico alla prima guerra mondiale è considerata una delle migliori del mondo con pezzi unici o comunque rari tra cui:
Triplan Battaille - Triplano recentemente restaurato e caratterizzato da un brevetto del 1911 con il quale le ali inferiore e superiore sono a incidenza variabile. L'aereo è stato donato al museo nel 1972 dagli eredi dell'inventore (C. Battaille).
FBA Type H - L'aereo (5.160) è uno dei 5 basati a Calais durante la prima guerra mondiale ed utilizzato, con la marina francese, per attività anti sottomarina e ricerca di mine nel canale. Pur essendo stato costruito in più di 1300 esemplari, tra cui un migliaio in Italia, è l'unico sopravissuto.
Caudron G III - Pur avendo avuto in servizio 36 aerei di questo tipo l'esemplare esposto è frutto di uno scambio con il Musée de l'Air de Paris. L'aereo ha la matricola francese 2531.
RAF RE 8 - Ricevuto dal Royal Flying Corps in 22 esemplari a partire dal luglio 1917. L'aereo è, con quello presente presso l'Imperial War Museum di Duxford, uno dei due soli sopravissuti.
Bristol F 2B - Pur essendo stato in servizio in 71 esemplari quello esposto è stato ricostruito in Gran Bretagna e scambiato nel 1989 con un Spitfire IX (MK912).
Hanriot HD 1 - L'aereo (HD 78) rappresenta quello del Barone Willy Coppens de Houthulst il maggiore asso belga con 37 di cui 34 draken. Un altro esemplare belga (HD75) è esposto al RAF Museum di Hendon.
Particolarmente interessante la parte riguardante gli aerei tedeschi:
Halberstadt C V - Immatricolato 3471/18 è stato ricevuto dalla Germania come riparazione danni di guerra. E' l'unico esemplare originale rimasto.
LVG C VI - Costruito nel 1918 ed anch'esso ricevuto come riparazione danni di guerra. Matricola (3141/18) anche se durante il restauro sono state trovate molti serial number per cui è difficile ricostruire la sua vera storia.
Aviatik C 1 - Abbattuto e recuperato nel 1916. Matricola C227/16, numero costruzione 832; è anch'esso un pezzo unico.
Super Zeppelin Type R / Classe L 30 - Nel 1920 il Belgio ricevette il dirigibile LZ-62 a cui rinunciò facendolo demolire. La navicella è ciò che resta di questo dirigibile.
Tra gli altri aerei presenti si possono segnalare i Sopwith 1 Strutter, Sopwith F 1 Camel, SPAD XIII C1 e il Nieuport 17 C1.

Triplane Battaille - fonte Fabbri

 

RE 8 - fonte Fabbri

Il periodo tra le 2 guerre mondiali è rappresentato principalmente da aerei da addestramento e da trasporto tra cui, oltre ai ben noti Douglas DC 3, DH 82A Tiger Moth vi sono numerosi SV4 Stampe usati anche per scambi ottenendo, ad esempio, un DHC 1 Chipmunk dalla Danimarca e i Morane Saulnier MS 230 e MS 315. Particolarmente interessante è il: Junkers Ju 52/3m - Appartenente all'aeronautica portoghese ed arrivato in volo dal Portogallo nell'aprile del 1985 in cambio di un Alouette II ed un Sikorsky H 19. Non avendo mai prestato servizio nella aviazione militare è stato rappresentato un esemplare della SABENA (OO-AGU) degli anni 30.

Junkers Ju 52/3m - Fonte Fabbri

La seconda guerra mondiale è rappresentata principalmente da aerei inglesi tra cui:
DH 98 Mosquito NF 30 - E' l'unico rimasto dei 39 Mosquito (in varie versioni) ricevuti dalla RAF dal 1947. L'esemplare (ND-N) costruito all'inizio del 1945 è stato l'ultimo Mosquito consegnato al Belgio nell'ottobre 1951 per poi venire radiato 5 anni dopo.
Hurricane IIC - Costruito nel 1941 fu consegnato al Belgio nel giugno 1946, è stato restaurato per rappresentare un esemplare appartenente al RAF's Belgian Section - 169 wing con codici ZA-P.
Spitfire Mk IX - Costruito nel gennaio 1944 per la RAF ha servito con varie squadriglie della RAF tra cui una cecoslovacca (312 sq RAF) ed una polacca (302 sq. RAF), Consegnato al Belgio nel 1948 è stato restaurato con i colori del 349 sq (GE-B) durante il D-Day pilotato dal Pilot Officier Guy Halleux.

Spitfire Mk IX - Fonte Fabbri

Spitfire Mk XIV E - Rappresenta uno dei 135 Spitfire di questa versione ricevuti dal 1948. L'aereo costruito nel 1944 ed immatricolato SG 55 ebbe un incidente in atterraggio dopo solo 23 ore di volo ed è stato restaurato utilizzando parti di altri due Spitfire incidentati.

Spitfire Mk XIX - Fonte Fabbri

Fairey Battle - Dei 16 entrati in servizio è rimasto uno dei 5 esistenti al mondo, attualmente pur essendo è in restauro.
Bristol Blenheim IVT - L'esemplare è restaurato come un esemplare appartenuto alla Royal Canadian Air Force (XD-A); tale tipo di velivolo non è mai stato in servizio nelle forze armate belghe.
A26B Invader - L'aereo nonostante il suo attuale aspetto aggressivo in realtà non ha mai prestato servizio attivo; è stato infatti immatricolato nel 1946 come aereo civile, prima negli Stati Uniti (N67160) poi in Germania (D-CATY) ed infine in Belgio dove venne porto sotto sequestro presso l'aeroporto di Antewerp Duerne per mancato pagamento dei diritti aeroportuali. Donato al museo è stato restaurato per rappresentare un A26 dell'unico squadron USAAF operante in Belgio durante la seconda guerra mondiale che abbia utilizzato questo tipo d'aereo: gli sono state perciò aggiunte 8 Browning da 12,7 mm nel muso e 2 torrette armate ciascuna con 2 armi dello stesso calibro.
Per quanto riguarda aerei tedeschi oltre ad un troncone di fusoliera appartenente ad un Me Bf 109G ed a una elica di un FW 190 sono presenti solo aerei da addestramento:

Elica incidentata, Focke Wulf 190 - Fonte Fabbri

Bucker Bu 181 B Bestman - Riportato allo stato originale con le matricole TP+CP che aveva durante il servizio con la Luftwaffe; dal 1949 ha avuto una intensa vita come aereo civile OO-PVD e OO-SNE).

Bucker Bu 181 B Bestman - Fonte Fabbri


FI Storch 156 C3 - Costruito nel 1941 (KR+QZ) fu usato dal pilota per raggiungere la Svezia il 4 aprile 1945. Internato ed utilizzato dagli svedesi (FV 3822) fu poi venduto a un privato in Austria (OE-ADT) ed infine acquisito dal museo.
Nord 1002 Pingouin 2 - Versione costruita in Francia del Bf 108 B Taifun in cui il motore tedesco Argus AS 10E era stato sostituito dal Renault 6Q11. Acquistato in Francia (F-BERT) è stato restaurato coi colori della Luftwaffe.

Nord 1002 Pingouin 2 - Fonte Fabbri

Il secondo dopoguerra è rappresentato soprattutto da aerei d'addestramento tra cui spiccano il DHC 1 Chiphunk (è l'esemplare danese ottenuto dallo scambio del SV4 Stampe) restaurato con gli originali colori e matricola della RAF (T6534), l'abbastanza comune L 18C Super Cab ed i meno frequenti Auster AOP Mk VI e Fairchild UC 61K Forwarder. Molto spettacolare ed evidente è il:
C 119G Flying Boxcar - Ultimo consegnato ed unico sopravissuto dei 56 che, nelle varie versioni, hanno prestato servizio (OT-CEH), è possibile visitare l'interno in cui sono esposte anche fotografie che mostrano le difficoltà per collocare l'aereo all'interno del museo.

C 119G Flying Boxcar - Fonte Fabbri

L'era dei jet è numericamente la maggiore ma gli aerei esposti sono per la maggior parte visibili in molti altri musei. La serie 80 è ben rappresentata con F 84G Thunderjet, F 84F Thunderstreak, RF 84F Thunderflash e F 86F Sabre (proveniente dal Portogallo). Naturalmente non potevano mancare F104G Starfighter (dei 113 ordinati ne sono stati persi in incidenti 44), il Mirage 5BA e F 16A Fighting Falcon (l'esemplare esposto (FA01) è uno dei 31 esemplari surplus ritirati dal servizio ed è posto al centro del salone).

RF 4C Phantom II - Fonte Fabbri

Sono presenti inoltre alcuni jet che non hanno prestato in servizio in Belgio come l'RF 4C Phantom II (68-0590 restaurato come appartenente al 363 Tactical Fighter Wing della Shaw AFB/South Carolina), lo svedese J 35A Draken (dono del governo svedese) e il MD 450 Ouragan (dono del governo francese). Gli aerei d'addestramento a getto sono rappresentati dall'onnipresente T 33A Shooting Star, dal CM 170 Magister e del meno frequente ceco L29 R Delfin.

RF 4C Phantom II - Fonte Fabbri


La caduta del muro di Berlino ha portato ad una significativa presenza di aerei dell'est europeo come il MiG 15bis Fagot B costruito ed operante in Cecoslovacchia, ottenuto mediante scambio con un Meteor F8, il MiG 19 Fresco con insegne polacche, il MiG 21F13 Fishbed C costruito in Unione Sovietica ed utilizzato dall'aviazione indonesiana l'aereo è in prestito dagli USA e pare che sia stato testato presso la Groom Lake AFB/Nevada è esposto con colorazione sovietica (77 red) ed il MiG 23BN Flogger in servizio presso l'aviazione egiziana (4421) è stato restaurato come sovietico (23 red) trasferito nel 1986 a Manching e giunto a Brussels via Ramstein.

MiG 23BN Flogger - Fonte Fabbri

Due parole anche per gli "italiani" presenti al museo:
A 109BA - L'esemplare esposto (H08) fa parte di un ordine 46 fatto alla fine degli anni 80 dall'esercito belga. Questi elicotteri sono diventati famosi soprattutto per il fatto che nel 1988 venne alla luce uno scandalo di tangenti che mise in crisi il governo belga e portò alle dimissioni di Willy Claes allora segretario generale della NATO.
G91 R3 Gina - Costruito su licenza in Germania è arrivato al museo per uno scambio a metà 1983. L'aereo, ben conservato, proviene dalla Luftwaffe 61 di Oldenburg e reca codici 30+86 (numero costruzione 348).
Non ho visto SF 260M di cui uno dei 48 esemplari acquisiti dalle forze aerei dovrebbe, dopo un incidente, essere stato destinato al museo.

Mi sembra di aver detto molto di quanto volevo dire (forse troppo vedendo quanto ho scritto) ma nel museo c'è molto da vedere, infatti non ho menzionato neanche la metà di ciò che è esposto ma solo quello che mi hanno colpito ignorando esemplari come i Spad XIII, Meteor NF 11, Pembroke, DHC 3 Otter e Do 27A4; gli elicotteri Alouette II, SH 58 e Mi 24D; per non parlare dell'imponente Caravelle 6N, della parte anteriore di un Boeing 707, dei motori, dei modelli e di molto altro.

F 16A Fighting Falcon - Fonte Fabbri

Alcune considerazioni generali.
Il museo è abbastanza ben tenuto anche se gli aerei non sono tenuti in condizioni ottimali. L'impressione che si ha è di un museo attivo, vivo con molti scambi ed acquisizioni al fine di recuperare quegli aerei che, se pure hanno servito in Belgio, non sono stati conservati (tipico esempio è il Canuck CF 100 Mk 5 il cui unico esemplare presente in Europa, anche se non esposto al momento della mia visita, è stato ottenuto dal Canada) o anche acquisire aerei che non hanno mai operato nelle forze armate belghe ma ugualmente ritenuti interessanti. Particolarmente interessante è l'area, all'interno del museo, dedicata al restauro degli aerei in cui è possibile vedere i lavori per la conservazione: Alcuni di questi aerei sono stati anche riportati in condizioni di volo per poi essere ceduti (Lysander Mk III e Tiger Moth).

Suggerisco quindi, qualora ci si rechi a Brussels, di visitare il museo; ne vale sicuramente la pena, inoltre esiste una caffetteria ben fornita in cui è possibile riscaldarsi con zuppe varie (il museo non è riscaldato) o mangiare dei panini confezionati con baguette di mezzo metro ed un negozio dove è possibile acquistare non solo souvenirs vari ma anche libri, modelli e un catalogo del museo a prezzi ragionevoli.
Consiglio però di fare attenzione perché il museo dovrebbe chiudere circa 2 anni per manutenzione e restauro anche se il sito ufficiale del museo (www.airmuseum.be) non dice niente.

Visione d'insieme - Fonte Fabbri

 

 


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