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Komet
ANR
Articolo
e fotografie di Massimo Rickler
Messerschmitt
Me 163 dell'ANR?
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A
rigor di termini lo scritto e le foto inviateci da Massimo Rickler
sarebbero dovute andare nella sezione 'Storia in miniatura' del
sito, ovvero la sezione modellistica. Ho trovato pero' la vicenda
esposta particolarmente gustosa, ed ho pensato di 'promuoverla'
ad articolo generico. Buon divertimento.
Roberto
Romano
Comete Tricolori
di Massimo Rickler
Costruisco modelli fin dall'infanzia e non credo di
essere mai stato un tipo molto originale.
Ho iniziato come tanti della mia generazione con le bustine Airfix
e con i kit allegati ai fascicoli della mitica "Storia dell'Aviazione",
che per anni ha rappresentato la mia principale fonte di informazioni
aeronautiche. Modelli in scala 1/72, la qualità dei kit
era quella tipica dei tempi e le mie realizzazioni erano sempre
rimaste nella media: colorazioni ed insegne come da istruzioni
e nessuna personalizzazione.
Raggiunta l'età della ragione, deciso a dare una svolta
al mio hobby, sono passato alla scala 1:48 e con un imprevedibile
guizzo di originalità ho iniziato una collezione di aerei
che hanno volato con i colori italiani: allora non erano moltissimi
i kit adatti allo scopo e mi era sembrato un modo originale di
distinguere la mia "produzione modellistica": in seguito
avrei capito che non ero affatto l'unico, anzi …
Questa scelta inoltre mi obbligava a delle ovvie e dolorose rinunce:
niente Corsair o Zero, nessun FW190 né I-16, niente F14
o Phantom o Mirage: gli F16 nella AMI erano pura fantascienza.
Ma io testardamente avevo continuato a costruire tutto il possibile,
magari ricorrendo agli esemplari unici preda bellica come il famoso
Hurricare Mk.I della Regia, oppure, esauriti i soggetti per così
dire storici, avevo puntato sui warbird italiani contemporanei
come lo I-SPIT di Actis oppure lo I-TSEI del Com. Ferrari.

Nei primi giorni di aprile del 1994 uscendo dall'uffico
passo in edicola ad acquistare il noto mensile di aviazione
Jp4. In copertina c'è una bella foto di un T33 in formazione
con l'MB.339 proposto al concorso JPATS, il T-BirdII: tutto
bianco con fregi rossi e marche civili USA; una livrea originale,
ma niente di speciale.
Torno di corsa alla macchina lasciata coi lampeggianti sulla
linea continua di centro strada (a Torino, nelle vie dove passano
i tram nelle due direzioni, equivale al parcheggio in seconda
fila: è vietato, ma si fa, anche se ha sempre scandalizzato
i "forestieri" ); butto la rivista sul sedile di destra
e parto verso casa.
Al primo semaforo rosso inizio a sfogliare ed ho una folgorazione:
c'è un articolo intitolato "Comete Tricolori":
il Komet ha volato in un reparto della ANR! Ci sono foto d'epoca,
profilo a colori, varie pagine di testo. Incredibile, non ne
avevo mai letto nulla, neanche un accenno!

Scatta il verde, da dietro suonano il clacson, poso
la rivista, riparto e contemporaneamente parte l'immaginazione:
finalmente potrò costruire il Me163 per la mia collezione:
è in circolazione il kit Revell (che poi mi sembra sia
lo stampo Dragon rimaneggiato) è in scala 1:48, ho letto
che la qualità è buona… Ai successivi semafori riesco
a leggere solo le didascalie, quasi mi dispiace di incontrare
tanti verdi come questa sera, è raro, ma ogni tanto capita;
imbocco la tangenziale, poi l'autostrada e mi rassegno ad aspettare
l'arrivo a casa per leggere interamente l'articolo.
Avevo incontrato il "163" per la prima volta su un
libretto intitolato "Caccia 1939-1945" edito dalla Editrice
S.A.I.E. Quello era stato il mio primo acquisto aeronautico "autonomo",
al banchetto di libri allestito nel corridoio della scuola in
cui frequentavo la 5a elementare. In 150-200 pagine erano presentati
una ottantina di velivoli: profilo e pianta a colori nella prima
metà del volumetto, mentre nella seconda parte erano raccolte
le note storico tecniche. Molti di questi velivoli per me erano
completamente sconosciuti e tra questi il Komet. Mi aveva tanto
colpito la strana architettura che ebbi il coraggio, io timido
nato, di chiedere al maestro qualche spiegazione su come potesse
volare un coso del genere: ovviamente non mi seppe dare spiegazioni,
anzi secondo lui non poteva neppure volare un aereo-razzo senza
la coda: la considerazione che nutrivo per il mio insegnante si
incrinò irrimediabilmente.

Giunto a casa mi tuffo nella lettura dell'articolo:
entusiasmante! Date, luoghi, un resoconto in piena regola e soprattutto
inedito. E poi l'ultimo velivolo efficiente fatto precipitare
nel lago di Garda prima dell'arrivo delle truppe alleate: chissà
magari un giorno i rottami potrebbero essere recuperati come è
già successo in altri casi; c'è quella associazione
di volontari restauratori, il G…VS, GASV, no il GAVS, di cui ho
letto cose egregie, magari loro un giorno… e via immaginando.
Arrivo rapidamente alla fine e dopo le ricche note bibliografiche
c'è, ben evidenziato, un avviso per i lettori:
gli autori, i noti storici D'Amico e Valentini,
si scusano ma è stato uno scherzo!
É il classico pesce di aprile; un gran lavoro di fotoritocco
ed una storia inventata di sana pianta sulla base di pochi elementi
storicamente provati; persino il profilo è firmato "P.D'Aprile
94"; tutto FALSO.
Che delusione, per un'ora il "sogno" era
stato reale, ci avevo creduto, anzi, avevo voluto crederci sopprimendo,
se anche l'avessi avuto, quel "dubbio critico" che nella
nota conclusiva gli Autori esortano a tenere sempre vivo.
Comunque ormai la decisione era presa, ho acquistato il kit e
realizzato la Cometa "0-4" del I° Gruppo Caccia
"Asso di Bastoni" di cui allego le foto.
Tutte le foto Copyright Massimo
Rickler 2009
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